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Come il CBD può diventare una cura per il Covid-19

Il CBD, principio attivo della cannabis light – comunemente denominata erba legale – può essere utilizzato come un farmaco per contrastare il Covid.
È il risultato dell’ultimo studio pubblicato dall’International Journal of Biological Macromolecules.

L’obiettivo dei ricercatori coreani era quello di stimare l’attività antivirale di diversi cannabinoidi contro il Coronavirus.
Dopo vari test in silico e in vitro, i ricercatori hanno osservato che THC e CBD sono “molecole antivirali più potenti contro il SARS-CoV-2 dei farmaci di riferimento lopinavir, clorochina, e remdesivir”.

Dei 5 cannabinoidi analizzati (THC, CBD, THCA, CBDA e CBN), il THC e CBD hanno mostrato una potente attività antivirale contro il virus.
Un duplice meccanismo di efficacia in quanto, da una parte “bloccano la procedura di traduzione virale inibendo il SARS-CoV-2 Mpro” e dall’altra, “riducono anche i livelli di citochine pro-infiammatorie nelle cellule polmonari agendo come agonisti del recettore CB-2”.

La doppia azione delle molecole della Legal Weed

In precedenza abbiamo già analizzato l’importanza che l’erba light ha avuto durante la pandemia Covid-19 del 2020.
Nel nostro blog dello scorso novembre abbiamo parlato di come la legal weed si sia rivelata fondamentale per le sue funzioni ansiolitiche e antidepressive: un supporto necessario per gli stati d’ansia che molti italiani si sono trovati ad affrontare durante il lockdown covid-19.
Molto importante anche il suo forte effetto rilassante che ha aiutato molti consumatori (fumatori e non) a dormire meglio, andando a sostituire farmaci o sonniferi che possono indurre dipendenza o alterare l’equilibrio chimico dell’organismo.

Questo studio, quindi, conferma la doppia azione delle molecole della cannabis: da una parte bloccano l’ingresso del virus nel corpo umano, dall’altra riducono la reazione infiammatoria dovuta al virus, evitando potenzialmente la sindrome da distress acuto.

Legal weed e hashish legale Photo by Caleb Simpson on Unsplash
Legal weed e hashish legale Photo by Caleb Simpson on Unsplash

Legal Weed, il “medicinale” senza attesa

Nonostante sia partita da mesi la campagna vaccini in Italia, purtroppo continua e non sembra rallentare l’emergenza sanitaria Covid.

E allora, perché non testare il principio attivo del CBD come potenziale farmaco contro il distress respiratorio?

Uso medico o uso terapeutico, le infiorescenze di qualità garantiscono la massima sicurezza per i fumatori.

Le proprietà terapeutiche della legal weed sono già state studiate e testate come possibili sostituti di antidolorifici e antinfiammatori.
E allora perché non iniziare davvero a utilizzare blueberry, blue cheese o moon rock al posto di Oki e Momendol?
Perchè non utilizzare hashish legale e estratti per combattere i sintomi di malattie croniche o degenerative?

È ora che la medicina tradizionale inizi davvero a considerare ufficialmente e seriamente l’uso medico di erba light e hashish legale, soprattutto in questo momento in cui abbiamo bisogno di tutte le “armi” per combattere il nemico Covid.

Cannabis legale: i 3 modi principali per consumarla

La cannabis legale può essere consumata non solo tramite combustione: si può assumere il principio attivo della cannabis light anche per via orale tramite infusi e olii a base di CBD o cucinando le infiorescenze.

Cos’è la Cannabis Legale?

La cannabis legale, comunemente definita marijuana light è una realtà ormai consolidata nel nostro Paese.
Dal 2017 è ufficialmente e legalmente permessa la coltivazione e la vendita di cannabis light in Italia.

Per cannabis light si intende la marijuana che contiene una percentuale di THC inferiore allo 0,6% e il cui principio attivo, il CBD, non è psicoattivo e va a incrementare le proprietà antidolorifiche del THC.

La normativa in riferimento alla legge n.242 del 2 dicembre 2016  definisce come sicuro qualsiasi prodotto che non presenta alcun effetto psicotropo, ovvero non crea allucinazioni o altri effetti pericolosi per la salute.

Negli anni abbiamo, quindi, imparato a conoscere il fenomeno della marijuana legale, assistendo ad una vera e propria espansione di aziende e store divisi tra produttori e venditori di infiorescenze, hashish, estratti e derivati a base di CBD.

Nel 2021, finalmente, la marijuana legale non è più un tabù per l’Italia e, in tutto il territorio nazionale, c’è stato un incredibile boom di nuove aperture: cannabis store, negozi di erba legale e di prodotti a base di CBD sparsi da nord a sud.

Un consolidamento del settore sul mercato nazionale dovuto, in parte, anche alla forte crescita verificatasi durante il primo lockdown in Italia, causa Covid-19, a partire da marzo 2020.
Abbiamo visto, infatti, come molti italiani abbiano scoperto o si siano avvicinati al mondo della cannabis light proprio in quel difficile momento storico.

Le proprietà benefiche del CBD

Le proprietà benefiche del CBD

Per via del forzato isolamento, molti consumatori abituali hanno intensificato il proprio consumo di marijuana legale per via delle numerose proprietà terapeutiche del CBD, rivelatosi fondamentale per via della sua funzione ansiolitica e antidepressiva.

Grazie alle strabilianti proprietà del CBD oggi la Canapa light viene sempre più spesso indicata come rimedio naturale per: ansia, insonnia, mal di testa, mal di testa da stress, vomito, nausea e dolori mestruali.

Questo ha avvicinato molti nuovi consumatori e, soprattutto, non solo fumatori.
Naturalmente il metodo più noto e utilizzato è quello di fumare le infiorescenze di cannabis light: tramite combustione è possibile assumere più velocemente il principio attivo.

Il principio attivo e le altre sostanze entrano nei polmoni assieme all’ossigeno e, subito dopo, raggiungono il sistema circolatorio, donando così l’effetto rilassante e calmante.

Infusi a base di CBD

Per i non fumatori ci sono altri metodi di assunzione di CBD.
Infiorescenze intere o composti di foglie e semi tritati aggiunti ad acqua in ebollizione: gli infusi a base di CBD come tisane e the sortiscono un effetto rilassante e, come le camomille, vengono solitamente utilizzate per conciliare il sonno.
E, proprio come la camomilla, la cannabis light contiene delle sostanze chiamate terpeni che hanno un effetto calmante e danno alla pianta un particolare aroma.

Cristalli di CBD

Un’altra interessante modalità di assunzione è tramite la vaporizzazione dei cristalli di CBD.
I cristalli vengono estratti dalla cannabis per isolare tra i suoi componenti quello che ha maggiori proprietà benefiche, il CBD.
In questo modo è possibile godere delle proprietà benefiche del CBD tramite vaporizzazione non subendo, così, i danni derivanti dalla combustione.

 

Olio di CBD

Il principio attivo del CBD può essere assunto anche per via orale.
Dalla canapa light si possono ottenere anche prodotti utilizzabili in cucina come farina di semi e olio di CBD.
La soluzione in gocce permette di sfruttare al meglio le proprietà benefiche del CBD che non agisce sul sistema nervoso bensì sul sistema periferico ed immunitario del nostro corpo.
Le infiorescenze possono essere utilizzate anche in cucina: per esempio le infiorescenze, dopo essere state tritate finemente, possono essere aggiunte durante la preparazione di dolci per dare un aroma di canapa.

Negli EHHZY Cannabis Store di Bari e sul nostro shop online potrete trovare le migliori infiorescenze, hashish ed estratti a base di CBD; olii e infusi per potere assumere il principio attivo della cannabis light anche per via orale.

 

La Legalizzazione della Cannabis in Italia nel 2021

2021: a che punto siamo con la legalizzazione cannabis in Italia?
Sarà, finalmente, questo l’anno della svolta per la legalizzazione di cannabis e di tutti i derivati del CBD?
Il nostro Paese può e deve seguire la scia di USA e dei big europei che, già da anni, hanno scelto e consolidato la “linea verde”.

Si è finalmente concluso il 2020, un anno che riscriverà la storia del mondo intero e, soprattutto, dell’Italia.
Abbiamo dovuto affrontare una pandemia globale che ancora oggi, all’alba del 2021, continua a colpire le città e l’economia del nostro Paese.

Il primo lockdown, indetto dallo Stato italiano per frenare la curva dei contagi da Coronavirus, ha avuto risvolti positivi su questo aspetto; ma sicuramente non si può dire lo stesso per l’economia, colpita duramente dalle restrizioni anti Covid in vigore in Italia a partire da marzo 2020.

Eppure, tra piccole e medie imprese ridotte sul lastrico, cassa integrazione, smartworking e aziende chiuse, ci sono stati settori che sono riusciti a vedere la luce nel periodo più buio dell’ultimo secolo.
Gli e-commerce, in particolare quelli riservati alla vendita di cannabis legale, hanno avuto un boom di vendite mai visto prima tra marzo e aprile dello scorso anno.
Un trend molto positivo che ha portato al nostro Paese numerosi vantaggi anche dal punto di vista economico e sociale, colpendo il mercato nero dello spaccio illegale.

Il CBD si è rivelato fondamentale per via della sua funzione ansiolitica e antidepressiva: un supporto necessario per gli stati d’ansia che molti italiani si sono trovati ad affrontare durante il lockdown covid-19.

Così, molte aziende produttrici di marijuana light hanno assistito ad un super incremento delle vendite, tramite i siti online e i servizi di delivery, di infiorescenze, hashish o estratti per i fumatori e olii e infusi per i non fumatori.
Un aspetto molto importante che abbiamo analizzato nel nostro EHHZY blog dello scorso novembre.

Legalizzazione Cannabis
Legalizzazione Cannabis Photo by GreenForce Staffing on Unsplash

Legalizzazione Cannabis, a che punto siamo?

Ma attualmente, qual è la situazione generale della legalizzazione della cannabis in e, nello specifico, quella della cannabis light in Italia?

Lo scorso novembre si era finalmente intravisto uno spiraglio di luce alla fine del lunghissimo tunnel della legalizzazione della canapa in Europa e in Italia, quando la Corte di Giustizia europea aveva riconosciuto il diritto di produrre e commercializzare il CBD, qualora estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi.
E quindi, i prodotti che contengono il principio attivo della pianta (CBD) possono circolare in Europa anche se un solo membro ne autorizza il commercio.
Una sentenza molto importante che prevede il disinnesto della cannabis light dalla lista delle sostanze stupefacenti ai sensi della Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961.

La Corte di Giustizia europea ha operato un’accurata ricostruzione del quadro normativo vigente, fornendo delucidazioni rilevanti per gli operatori del settore canapa: la canapa sativa, senza alcuna limitazione tra le parti della pianta, risulta un prodotto agricolo (ai sensi del Regolamento (CE) n. 1307/2013) laddove proveniente da varietà certificate con tenore di THC inferiore allo 0,2% ma tollerato fino allo 0,5%.

Buone notizie che vanno ad aggiungersi ad un altro esito positivo per una normativa di legge inerente al mondo della cannabis light: quella riguardante l’olio CBD.
Una normativa che, se fosse entrata in vigore, avrebbe penalizzato tutte le aziende operanti nel settore della canapa legale, con una serie di provvedimenti anche a livello internazionale.

In attesa di una revisione radicale della legge e delle politiche sulle droghe, finalmente si vedono non più solo flebili spiragli, ma forti segnali e passi in avanti sulla strada della legalizzazione in Italia.

Il CBD è finalmente riconosciuto come alimento

La notizia è recente e ufficiale: secondo la Commissione europea, la cannabis legale può essere qualificata come alimento.

Verdetto che ha seguito la sentenza della Corte di Giustizia europea secondo cui il CBD non può essere considerato uno stupefacente.
La marijuana light, quindi, non sarà più inserita nella lista delle sostanze stupefacenti ai sensi della Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961.

Ne ha dato notizia la EIHA, sottolineando di aver ricevuto una lettera dalla Commissione europea in cui si afferma che il CBD può essere qualificato come alimento e, pertanto, la domanda di EIHA per i nuovi alimenti è stata ripresa.

Il riferimento è alle domande fatte da aziende europee per iscrivere i propri prodotti a base di CBD nel catalogo dei Novel Food (nuovi alimenti o ingredienti alimentari, disciplinati dalla legislazione alimentare comunitaria con il Regolamento (CE) 258/97): una procedura che era stata sospesa a settembre, proprio perché la Commissione aveva comunicato che stava pensando di considerare la cannabis light come uno stupefacente.

La decisione è stata presa dopo aver esaminato un caso verificatosi in Francia: due imprenditori dopo aver messo sul mercato una sigaretta elettronica a base di CBD, prodotto e importato dalla Repubblica Ceca, erano stati condannati a 18 mesi e 10.000€ di ammenda.

Questo perché la Francia impedisce l’importazione di prodotti derivati della canapa che non siano fibra e semi. Il giudice si era interrogato allora sulla conformità al diritto dell’Unione della normativa francese, che vieta la commercializzazione del CBD legalmente prodotto in un altro Stato membro, e il processo è arrivato fino alla Corte di Giustizia europea.

Uno storico passo in avanti sulla liberalizzazione della cannabis sancito dall’ONU, che segna un punto di non ritorno: la cannabis non sarà più compresa nelle tabelle internazionali delle droghe più pericolose.

Significa il pieno riconoscimento delle proprietà mediche della cannabis e il fatto che d’ora in avanti, a livello internazionale, sarà considerata come un normale farmaco stupefacente (medicinali a base di principi attivi ottenuti per sintesi chimica oppure per estrazione da piante, conosciute fin dall’antichità), alla stregua degli oppiacei, senza più le ulteriori restrizioni che derivavano dalla precedente classificazione.
Un risultato che non va sottostimato, un primo passo importante che cancella 60 anni di bugie antiscientifiche cucite addosso alla cannabis.
Uno storico cambiamento che faciliterà la ricerca scientifica e il proseguimento degli studi su sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer e patologie neurodegenerative, epilessia, dolore, cancro, patologie gastrointestinali, quelle psichiche e tutte le altre sulle quali si stanno concentrando gli scienziati.

Attenzione!
Questo non significa che automaticamente anche in Italia sarà possibile vendere prodotti alimentari a uso umano o animale contenenti CBD: per il regolamento europeo, infatti, questi prodotti dovrebbero essere prima registrati al catalogo dei Novel Food (procedura tra l’altro molto lunga e costosa), ma è sicuramente un segnale forte e chiaro da parte dell’Europa di apertura al mercato dei derivati della canapa.
Finalmente!

Covid e CBD in Italia: l’utilizzo della cannabis light durante il lockdown

Covid e CBD: un connubio apparentemente senza nessuna connessione ma che, invece, si è creato e consolidato in Italia durante il lockdown.
Molti italiani, infatti, hanno scoperto o si sono maggiormente avvicinati al mondo della cannabis light proprio durante il periodo di lockdown dovuto alla pandemia covid-19.

Ci sono diversi fattori che hanno portato al verificarsi di questo fenomeno, tra cui sicuramente il forzato isolamento domestico.
Molti consumatori abituali hanno intensificato il proprio consumo di marijuana legale per via delle numerose proprietà terapeutiche del CBD.

Infatti, il CBD si è rivelato fondamentale per via della sua funzione ansiolitica e antidepressiva: un supporto necessario per gli stati d’ansia che molti italiani si sono trovati ad affrontare durante il lockdown covid-19.
Molto importante anche il suo forte effetto rilassante che ha aiutato molti consumatori a dormire meglio, andando a sostituire farmaci o sonniferi che possono indurre dipendenza o alterare l’equilibrio chimico dell’organismo.

Così, molte aziende produttrici di canapa legale hanno assistito ad un vero e proprio boom di richieste tra marzo e aprile.
Vendita di infiorescenze, hashish o estratti per i fumatori; olii o infusi, invece, per i consumatori che preferiscono assumere CBD senza fumare.

Fino a gennaio 2020 i consumatori di cannabis light si dividevano equamente tra le due opzioni di acquisto, negozio fisico o siti online.
A partire dalle prime settimane di marzo, in concomitanza con l’inizio del lockdown in Italia, le misure di distanziamento sociale hanno bloccato la vendita nei negozi spostando totalmente la clientela sui siti online o i servizi di delivery.

Inoltre, si è verificato anche un aumento del consumo medio pro capite tra i consumatori di CBD: prima dell’emergenza covid19, l’86% dei consumatori utilizzava in media 5 grammi di cannabis light a settimana.
Si è passati dai 2.93 grammi a settimana (fino a gennaio 2020) ad un consumo medio di 4.01 grammi nel pieno dell’epidemia mondiale.

Un altro aspetto molto interessante è l’approdo alla cannabis legale da parte dei consumatori di marijuana sul mercato illegale: impossibilitati all’acquisto su strada durante il lockdown, molti “sostenitori” del THC hanno cercato e scoperto un’ottima alternativa legale e acquistabile facilmente online.

Un trend molto positivo che ha portato al nostro Paese numerosi vantaggi anche dal punto di vista economico e sociale, colpendo il mercato nero dello spaccio illegale.
Si stima, inoltre, che molti “affezionati” al CBD resteranno fedeli ai prodotti legali garantendo di fatto introiti alle piccole imprese venditrici di cannabis legale, allo stato, e una netta sottrazione di soldi alle mafie.

Sono tutti disponibili presso i nostri cannabis store e nel nostro shop online!

CBD animali: come agisce il CBD sui nostri animali domestici

CBD e animali

 

Il CBD sta diventando sempre più popolare come integratore a base di erbe.
Un metodo completamente naturale e, soprattutto, sicuro che ultimamente sembra aver convinto anche molti proprietari di animali domestici.

 

 

Come agisce il CBD sui nostri animali?
I cannabinoidi, come appunto il CBD, svolgono la loro azione attraverso il sistema endocannabinoide, un sistema fisiologico presente non solo negli esseri umani, ma anche in molti vertebrati come cani, gatti, roditori e persino rettili.

Il CBD aiuta a gestire il dolore (il che lo rende un potenziale agente terapeutico per gli animali domestici che soffrono di dolore cronico) e ha anche dimostrato di ridurre le infiammazioni, che stanno alla radice di molti problemi di salute.
Il CBD è anche un potente antiossidante e, di conseguenza, può ridurre efficacemente i danni al DNA neutralizzando i radicali liberi.

La capacità del CBD di sostenere le funzioni del cervello e del cuore potrebbe svolgere un ruolo importante nella vita dei nostri animali, da quando sono cuccioli a quando diventano adulti.
Nel complesso, il CBD è un eccellente integratore naturale che può lenire i sintomi di diversi malesseri e preservare la salute degli animali domestici bilanciando la loro omeostasi.

 

 

Come e perchè somministrare il CBD agli animali domestici?
La ricerca, pubblicata dalla rivista americana Current Drug Safety, ha dimostrato che il cannabidiolo è in grado di alleviare i sentimenti di ansia, proprietà particolarmente utile per gli animali domestici come i cani ansiosi che soffrono di ansia da separazione quando il proprietario esce di casa per andare al lavoro.

Per questo è consigliato come integratore giornaliero, vista anche la sua facilità di somministrazione. I nostri amici a 4 zampe possono assumerlo per via orale, rilasciando le gocce direttamente sotto la lingua o, per i più ribelli, “nascondendolo” facilmente nella loro pappa!

 

Quali sono i prodotti CBD più sicuri e consigliati?
Quasi tutti i prodotti con CBD derivano da canapa industriale o da varietà di cannabis ricche in CBD, a differenza delle varietà di cannabis selettivamente ibridate per ottenere concentrazioni di THC più elevate.

Ciò significa che la maggior parte dei prodotti – come olii o croccantini con CBD ha un contenuto minimo, se non nullo, di questo cannabinoide psicoattivo.

Il CBD può influenzare la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, i livelli di glucosio, il pH, i livelli di potassio e sodio o il transito gastrointestinale.
Inoltre, non sono stati osservati effetti avversi sulle funzioni psicomotorie e psicologiche.

 

Tutti i prodotti della linea Plant of Life contengono solo CBD, senza alcuna traccia di THC, e potete scegliere il più idoneo in base alla quantità percentuale di CBD presente nelle varie boccette di olio.

Sono tutti disponibili presso i nostri cannabis store e nel nostro shop online!

 

 



 

 







 

 

 




 

 

CBD e perdita di peso

CBD e perdita di peso

 

Il CBD, oltre ad essere un ottimo integratore alimentare, è uno strumento eccellente per affrontare i problemi legati all’obesità e promuovere la perdita di peso nelle persone in sovrappeso, attraverso 3 modi principali:

 

1.  Supporta la salute mitocondriale e metabolica


I mitocondri costituiscono la “centrale energetica” della cellula: la parte responsabile della conversione di zuccheri, grassi e persino proteine in energia utilizzabile dalla cellula.

Quando il funzionamento dei nostri mitocondri non è ottimale, diventa più difficile fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno e anche perdere peso extra.
Succede che il corpo assorbe molta energia dal nostro cibo, ma le nostre cellule hanno difficoltà a trasformare quell’energia in una forma che possiamo usare.
Così, per evitare che troppi zuccheri si accumulino nel flusso sanguigno, il fegato li converte quasi tutti in grasso che immagazzina per poterlo utilizzare in un secondo momento.
Questa è la causa principale che ci fa sentire stanchi e grassi!

Secondo uno studio della School of Medical Sciences della University of Aberdeen, assumendo CBD aumentiamo la capacità del sistema endocannabinoide di controllare i mitocondri.
Questo significa che, insieme ad un’adeguata attività fisica e al giusto apporto nutrizionale, il CBD può ridurre significativamente l’accumulo di grasso aumentando la velocità con cui lo bruciamo.

 

2. Normalizza i livelli di insulina per favorire la combustione dei grassi


Molto spesso anche adottando uno stile di vita sano, cambiando dieta e facendo attività fisica, il nostro corpo non riesce a bruciare i chili di troppo

Il problema sta nei livelli di insulina (un ormone rilasciato dal pancreas che trasporta lo zucchero nelle cellule, dove viene convertito in energia) che possono rimanere alti e, quando i livelli di insulina sono alti nel sangue, non possiamo assolutamente bruciare grassi.

Ed è qui che entra in gioco il CBD!

In un ampio studio riportato dal The American Journal of Medicine, che coinvolgeva circa 4700 pazienti affetti da malattia metabolica, è stato rilevato che il CBD e l’uso di marijuana offrivano una riduzione del 17% dell’insulina a digiuno.

Questo è importante perché se riusciamo a ridurre i livelli di insulina, diventa molto più facile perdere gli ultimi chili in eccesso.
Effetti estremamente preziosi anche per gli obesi, poiché aiutano a stabilizzare i livelli di insulina e avviano il processo di riduzione del peso a livelli sani: è l’attività più vantaggiosa fornita dall’olio di CBD per l’obesità a lungo termine!

 

3. Riduce l’appetito diminuendo l’assunzione calorica


Uno dei modi migliori per dimagrire e raggiungere un peso sano è frenare il più possibile l’appetito e il CBD è uno strumento eccellente per questo obiettivo.

 

Il CBD è considerato un soppressore dell’appetito: funziona migliorando la sensibilità dell’ipotalamo, la regione del cervello responsabile del controllo di quasi tutta l’omeostasi, compresi i livelli di fame.

Prima dell’acquisto, è molto importante controllare che nell’olio non siano presenti tracce di THC che potrebbe provocare l’effetto opposto a quello desiderato, aumentando i livelli di fame.

Tutti i prodotti della gamma Plant of Life, presenti nei nostri cannabis store e nel nostro shop online, garantiscono solo dosi di CBD e nessuna quantità di THC!

Marijuana & Sport

Marijuana & Sport

 

La rivoluzione della cannabis procede, sempre più forte, ormai in tutti i settori socio-economici dall’Europa agli Stati Uniti.

Adesso sta finalmente arrivando anche nel mondo dello sport professionistico dove, per decenni, è sempre stata proibita in tutte le sue forme, inclusa quella pubblicitaria.

 

Se l’NHL è stata un pioniere nella politica sulla cannabis, non includendola nell’elenco di sostanze vietate per molti anni, le altre leghe sportive – da sempre contrarie a questa “concessione” – sembra si stiano accorgendo solo ora dell’importanza mediatica della marijuana nella pubblicità.

Le leghe sportive e le società all’interno delle leghe, infatti, possono guadagnare centinaia di milioni all’anno proprio tramite i contratti di sponsor e, secondo le ultime indiscrezioni, numerose compagnie produttrici di cannabis e cannabis light supporterebbero i club professionisti in questo modo.

Il futuro dell’MLS: sponsored by CBD?

 

Secondo il Sports Business Journal, presto anche l’MLS potrebbe “convertirsi” al CBD.
Don Garber, commissario dell’MLS, lo scorso mese ha dichiarato che la lega subirebbe 1 miliardo di dollari di entrate a causa della pandemia Covid-19: per questo nuove opportunità commerciali, come nel caso della marijuana light, aiuterebbero le società e la lega a recuperare parte di quei soldi.

 

Certo, questa nuova fonte di guadagno non riuscirebbe a risolvere tutti i problemi economici che l’MLS sta riscontrando, ma potrebbe aiutare il bilancio aziendale di molte società in difficoltà.
La cannabis e la cannabis light sono ormai legali in molti stati USA e, il fatto che il CBD non provochi intossicazioni o problemi di dipendenza, potrebbe aiutare a favorire l’ingresso delle aziende produttrici di marijuana come sponsor dell’MLS.

La cannabis light in Italia

l boom commerciale della cannabis light in Italia ha avuto un effetto molto positivo nella lotta al traffico illegale di canapa con un elevato contenuto di THC.
Uno studio condotto dai ricercatori Francesco Principe, Leonardo Madia e Vincenzo Carrieri, nel periodo compreso tra maggio 2017 e febbraio 2018, ha dimostrato che il numero di piante di cannabis coltivate in clandestinità è diminuito del 33%.

– I numeri

Il mondo della cannabis è un business da 12 miliardi di dollari in tutto il mondo e, ormai, una realtà consolidata anche nel nostro Paese.
Per questo, il valore economico della canapa light non è da sottovalutare: un settore che coinvolge 10.000 lavoratori con 1.500 nuove aziende specializzate e altre 800 aziende agricole create proprio per sfruttare la scia positiva, e un mercato in forte espansione tanto che la vendita della marijuana legale è tra le prime 10 attività più redditizie degli ultimi due anni.

Dal 2013 i terreni destinati alla coltivazione della canapa hanno visto un incremento di 10 volte e, se nel 2017 il giro d’affari era di 40 milioni di euro, nel 2018 il fatturato della cannabis light è stato pari a 150 milioni di euro.

– Light contro il narcotraffico

I numeri che riguardano la cannabis light lasciano intravedere un futuro roseo per l’Italia e sono molto positivi, non solo dal punto di vista economico, ma anche per il notevole impatto che la marijuana legale ha avuto sul narcotraffico.

La diffusione della canapa “depotenziata” ha portato alla riduzione dell’8% della diffusione di hashish e del 14% dei sequestri di marijuana illegale.
Inoltre, sono calati del 3% gli arresti effettuati per crimini correlati a sostanze stupefacenti.

Elon Musk a favore della legalizzazione della cannabis

“Vendere cannabis è letteralmente passato dall’essere un serio crimine a un business essenziale in molti Stati dell’America, eppure molti sono ancora incarcerati. Non ha senso, non è giusto.” – parola, o meglio tweet, di Elon Musk.

• La legalizzazione a stelle e strisce

L’imprenditore statunitense, tra le più potenti e influenti personalità nel mondo della tecnologia, si è pubblicamente schierato contro il proibizionismo tramite il suo account ufficiale Twitter.
Musk ha puntato il dito direttamente contro il sistema federale americano che prevede e concede l’uso ricreativo della marijuana solo in alcuni stati, mentre in altri esistono ancora delle regole estremamente rigide sulla distribuzione e sui consumatori che possono accedervi.
Gli USA, infatti, non concedono ancora la vendita della cannabis a livello federale. In generale, i criminali con condanne collegate al traffico o al consumo di droga continuano a ricoprire una delle fette più consistenti della popolazione carceraria americana, e il numero sale significativamente se si prendono per riferimento le minoranze afroamericana e latina.

• Musk e la marijuana

Il CEO di Tesla non è nuovo a gaffe create da dichiarazioni che hanno a che fare con la marijuana (memorabile l’episodio che l’ha visto protagonista nel 2018, quando fumò una canna in diretta durante una puntata del broadcast di Joe Rogan) e a dichiarazioni pubbliche sulla legalizzazione in tutti gli stati a stelle e strisce. Qualche giorno fa, il 25 giugno, anche l’Illinois ha approvato la legalizzazione e la vendita della cannabis, diventando ufficialmente l’11° stato membro a legalizzare completamente la cannabis dopo Alaska, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Michigan, Nevada, Oregon, Vermont e Washington.

Un mercato, quello della cannabis, in continua ascesa negli Stati Uniti: questo fenomeno sta profondamente modificando atteggiamenti, opinioni e comportamenti degli americani riguardo alla marijuana, riuscendo a modificare mentalità storicamente arretrate, ancorate al pensiero proibizionista dei primi anni ’20 dello scorso secolo.
E tra i promotori della legalizzazione, a quanto pare, ce n’è uno… con una “marcia in più”!